Tono alle origini

Erano gli anni settanta, il giovane Mucchi, che ancora era Antonio per poi diventare Tono, veniva presentato da Roberto Sanesi con una domanda che spesso sovviene osservando le opere di un artista: quali riferimenti si possono trovare? E tutto l'incedere di domande e di risposte circoscrisse ad alcuni pilastri dell'arte moderna che potevano trovarsi tra le pieghe delle opere, nei meandri delle forme, delle linee e dei colori. Sanesi trovava Kandinsky nelle "linee e tratti, con spostamenti dal prediletto stile ricurvo e ondeggiante associato alla morbosa ... staticità climtiana". Ma Sanesi trova anche nel Doganiere e nei suoi giardini un forte richiamo anche se la personalità originale di Mucchi alla fine prende il sopravvento e si emancipa dai maestri "perchè alla fine il solo <<trucco>>, il solo gioco di prestigio su cui si esercita per il momento il linguaggio, lo stile del giovane Mucchi ... è la raffinatezza, l'equilibrio elegante e assolutamente scoperto, non programmatico, naturale, ed è proprio questa onesta assenza, in lui, di sovrapposizioni volontaristiche per dire <<altro>> da ciò che si dice che permette di intenderlo e di accettarlo. Così com'é. Il che non significa che la cosa non abbia un seguito."
E con questa profezia, che si dimostrerà vera, Sanesi conclude il breve saggio. Certamente non poteva prevedere nel dettaglio la piega intrapresa dal giovane che negli anni lo vedrà stringere rapporti con la Galleria Gianferrari ed approdare alla Biennale di Venezia del 1984 nella sezione Aperto, ma il trucco svelato negli albori della carriera rimarrá la cifra di distinzione per tutti gli anni a venire. Così sarà anche quando dal linguaggio aniconico degli esordi passerà ad una rappresentazione realistica con un vago sentimento di spaesamento surreale. Una "surrealtà" che nei cromatismi e nelle scene affonda le proprie origini in quei dipinti degli anni settanta che in questa mostra ritroviamo in una breve sequenza a tracciare la nascita di un percorso. Quel percorso che ci conduce all'oggi. Un oggi fatto di immagini "sintetiche", frutto di una mediazione tecnica digitale coniugata con una brama di sperimentare. Un desiderio proprio dell'artista di varcare quelle soglie che di volta in volta si ritrova sotto diverse spoglie.






Tono Mucchi anni settanta
          il catalogo da sfogliare






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Inaugurazione martedÌ 27 maggio ore 18,00
Da martedì 27 maggio a venerdÌ 13 giugno

orario:
da Martedì a venerdì 11 - 19
Lunedì 15-19
chiuso sabato, domenica e festivi



E_mail: schubert1@interfree.it

Urll: www.schubert.it

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